Oggi voglio parlarvi della nail art e manicure più conosciuta: La French.
Illustrerò le varie tipologie e spiegherò in breve la realizzazione, iniziamo!
French Superficiale
Questa è la più facile da realizzare e nei saloni è quella più comune, per la velocità di realizzazione.
Questa tipologia si può realizzare sia con smalto, semipermanente, gel e acrilico.
Questo perchè basterà disegnare sopra una base color carne o rosa, la lunetta bianca in punta.
Facile da realizzare, nei saloni è realizzata spesso anche per la comodità nella rimozione, dato che è disegnata in superficie.
French Profonda
La French Profonda è realizzabile in abbinata ad una ricostruzione.
Dopo aver eseguito l’allungamento, si procede utilizzando un gel o acrilico builder bianco per creare la lunetta.
Tutto ciò prima di realizzare la bombatura, per questo prende il nome di profonda.
Quindi una volta disegnata la lunetta con il bianco, si può procedere con la struttura al di sopra, con un builder clear.
Questo tipo di French è consigliato a chi ha un letto ungueale piuttosto lungo di natura.
foto non mia
French Profonda e Inversa
Il procedimento di questa tipologia è molto simile a quella precedente, ma ha delle varianti.
Anche questa va creata al di sotto della bombatura e su di un allungamento in gel o acrilico.
In aggiunta bisogna creare quel che si chiama muretto, con un gel cover.
Il gel cover è rosa e bisogna creare l’inverso della lunetta bianca.
Una volta creata questa linea guida, basterà adagiare il builder bianco accanto a quello rosa e il gioco è fatto.
Questa tecnica è usata per creare french su letti ungueali con discromie, oppure sulle forme più estreme e lunghe.
foto non mia
Sia questo tipo che quello precedente richiedono tempi di realizzazione più lunghie e nel refill non verranno mai eliminati completamente, perchè al di sotto della struttura stessa.
Parlando di french, si pensa al bianco per reare la lunetta ma ovviamente ci si può sbizzarrire e scegliere i colori che più si preferiscono.
Alla fine il risultato dovrebbe essere sempre lo stesso, senza notare la differenza di tecnica usata.
Questo è tutto per l’articolo di oggi, spero di aver chiarito eventuali dubbi sulla differenza delle tre tecniche.
Se questo articolo vi è piaciuto lasciate un like e condividete.
Today I want to explain the various ways that exist to apply glitter on nails, giving various different effects.
In this article there will be no photos because I want to dedicate a special article to show the realization of what I will talk about today.
Let’s start!
Glitter and Top Coat
The first method I want to talk about is one of the simplest.
In practice you have to use a transparent top coat, put it on a plane where we can then take it again and add glitter, as you like.
This is a very comfortable trick because it allows us to create glittery color, without buying it.
Using this technique you can decide which and how many colors to use, but above all the amount of glitter we want.
If we wanted to get a glimpse of the color below, we put less glitter, but if we wanted to completely cover the nail, then it abounds with glitter.
Sugar effect
This is a very special effect because it highlights the glitter texture.
In fact, you can feel the roughness of glitters.
To achieve this effect you need to get a color without dispersion or a top coat without dispersion.
Start by applying the color without dispersion or the color at will and then the top coat and without polymerizing cover the nail with glitter.
After curing with a brush, remove the excess of glitters and you are done.
Glass Effect
This is another method of using glitter.
It consists of applying the glitter before creating the structure.
So after creating the lenght you desire, apply the glitter on the dispersion and then create the structure.
This is a nice effect because you can see the depth of the glitter.
“Rain” glitter
Forgive this pun, I didn’t know how else to explain it 😂.
In practice, after applying a color to our liking, drop the glitter with a rain-effect onto the nail, covering it completely.
Once cured, apply a top coat, preferably quite liquid, on top so that it penetrates well between the glitter particles. After this step you pass over the classic top coat.
This method allows you to have the beauty of glitter, but without perceiving its grain, unlike the sugar effect.
These are the main ways to apply glitter, I hope I have been helpful and in the Sunday article I will show you the various results you can get.
If you liked this article like it and share it. See you soon!
Oggi voglio spiegare i vari modi che esistono per applicare i glitter sulle unghie, dando vari effetti differenti.
In questo articolo non ci saranno foto perchè voglio dedicare un articolo apposito a mostrare la realizzazione di ciò di cui parlerò oggi.
Iniziamo!
Glitter e Top Coat
Il primo metodo di cui voglio parlarvi è uno dei più semplici.
In pratica bisogna utilizzare un top coat trasparente, metterlo su un piano in cui poi possiamo prelevarlo nuovamente e aggiungere i nostri glitter, a piacimento.
Questo è un trucco molto comodo perchè ci permette di creare il nostro colore glitterato,senza però acquistarlo.
Utilizzando questa tecnica si può decidere quali e quanti colori utilizzare, ma soprattutto la quantità di glitter che vogliamo.
Se volessimo far intravedere il colore al di sotto, si mettono meno glitter, se invece si volesse ricoprire completamente l’unghia, allora si abbonda con i glitter.
Effetto Zucchero
Questo è un effetto molto particolare perchè evidenzia la texture del glitter.
Infatti si potrà sentire il ruvido del brillantino.
Per realizzare questo effetto bisogna procurarsi un colore senza dispersione o un top coat sempre senza dispersione.
Si comincia applicando il colore senza dispersione oppure il colore a piacimento e in seguito il top e senza polimerizzare si ricopre l’unghia con i glitter.
Dopo aver polimerizzato con una spazzolina si rimuovono i glitter in eccesso ed è fatta.
Effetto Sottovetro
Questo è un altro metodo di utilizzo dei glitter.
Consiste nell’applicare i brillantini prima di creare la struttura.
Dunque dopo aver creato l’allungamento, si applicano i glitter sulla dispersione e in seguito si crea la struttura.
Questo è un bell’effetto perchè si percepisce la profondità dei glitter.
Glitter a “Pioggia”
Perdonate questo gioco di parole, non sapevo come altro spiegarlo 😂.
In pratica dopo aver applicato un colore a nostro piacimento, si fanno cadere i glitter a pioggia sull’unghia, ricoprendola completamente.
Una volta polimerizzato, si applica al di sopra un top coat, possibilmente piuttosto liquido, in modo che penetri bene tra le particelle dei glitter. Dopo questo passaggio si passa sopra il classico top coat.
Questo metodo permette di avere la bellezza dei brillantini, senza però percepirne la loro grana, a differenza dell’effetto zucchero.
Questi sono i modi principali di applicare i glitter, spero di esservi stata utile e nell’articolo di domenica vi mostrerò i vari risultati che si possono ottenere.
Se questo articolo vi è piaciuto mettete mi piace e condividete. Alla prossima!
Today I want to talk about gel, and in particular I want to explore the difference between monophasic and triphasic.
Let’s start!
Monophasic
The monophasic builder gel, is a product that as the name implies, is used to make the structure.
With monophasic we mean that this product has been designed to be able to enclose the 3 fundamental products for a correct reconstruction in a single “jar”: Base, Builder, Top Coat.
For the correct use of each step, please refer to the product technical data sheet.
These products are the most practical because with one you can do everything.
Triphasic
Like the monophasic, the Triphasic is a gel used to create the structure.
But unlike the first, it ONLY serves to create the structure.
You have to combine them with a base and a top coat.
BASE
BUILDER
TOP COAT
Also for this product it is better to read the technical sheet, in order to guarantee a good use.
Which one do I choose?
Obviously the choice between monophasic or three-phase depends on the needs of the operator.
I personally recommend the triphasic.
In these months in which I practiced, using the monophasic I undoubtedly performed the work faster, but after 3 weeks I noticed, despite a careful preparation of the nail, some lifts.
This is due to the fact that a product designed to cover three roles does so, but less accurately.
With the use of triphasic instead, combined with the correct base and excellent preparation of the nail, the reconstructions lasts longer without lifting.
This is because it was designed only for a task, to be a builder gel.
As I have often said on my blog, each operator chooses the product she is best at, what I say is not law and I base everything on my personal experience and my studies.
I therefore hope to have eliminated the doubts about the difference between monophasic and triphasic, and if you would like to ask me something, go ahead, I will be available to answer you.
That said, if you liked the article, please share it, like it and see you soon!
Oggi voglio parlare di gel, e in particolare voglio approfondire la differenza tra monofasico e trifasico.
Iniziamo!
Monofasico
Il gel costruttore monofasico, è un prodotto che come dice il nome, serve per fare la struttura.
Con monofasico si intende che questo prodotto è stato studiato per poter racchiudere in un unico “barattolo” i 3 prodotti fondamentali per una corretta ricostruzione: Base, Costruttore, Top Coat.
Per il corretto utilizzo di ogni step, bisogna fare riferimento alla scheda tecnica di prodotto.
Questi prodotti sono i più pratici perché con uno si può fare tutto.
Esempio di barattolo di gel monofasico
Trifasico
Come il monofasico, il Trifasico è un gel che serve per creare la struttura.
Però a differenza del primo, esso serve SOLO per creare la struttura e gli allungamenti.
Bisogna obbligatoriamente abbinarli ad una base e ad un top coat.
base da applicare come primo step
costruttore per gli allungamenti
top coat per sigillare il tutto
Anche per questo prodotto è meglio leggere la scheda tecnica, per poter garantire un buon utilizzo.
Quale Scegliere?
Ovviamente la scelta tra monofasico o trifasico dipende dalle esigenze dell’operatrice.
Io personalmente consiglio il trifasico.
In questi mesi in cui mi sono esercitata, usando il monofasico ho eseguito il lavoro indubbiamente più velocemente, ma dopo 3 settimane notavo, nonostante un’accurata preparazione dell’unghia, dei sollevamenti.
Questo è dovuto al fatto che un prodotto studiato per ricoprire tre ruoli, lo fa, ma meno accuratamente.
Con l’utilizzo del trifasico invece, abbinato alla corretta base e ad un’ottima preparazione dell’unghia, le ricostruzioni duravano maggiormente senza sollevamenti.
Questo perchè è stato studiato solo per un compito, quello di essere un gel costruttore.
Come ho spesso detto sul mio blog, ogni operatrice sceglie il prodotto con cui si trova meglio, ciò che dico io non è legge e baso tutto sulla mia esperienza personale e sui miei studi.
Spero dunque di aver eliminato i dubbi sulla differenza tra monofasico e trifasico, e se voleste chiedermi qualcosa, fate pure, sarò disponibile a rispondervi.
Detto ciò, se l’articolo vi è piaciuto condividete pure, mettete mi piace e al prossimo articolo!
Oggi torno con un articolo che vi mostrerà varie nail art.
Come tema ho scelto le occasioni speciali, ovvero quelle occasioni in cui oltre all’abito e al trucco, bisogna sfoggiare delle unghie impeccabili!
Cominciamo!
Matrimonio
La prima occasione speciale che mi è venuta in mente è quella del matrimonio.
Ho pensato di abbinare, ad un ipotetico bianco e candido vestito, l’eleganza del french.
Tra le spose infatti il french è molto popolare, perché rimane sempre fine e non stufa mai. Ho anche realizzato con la stessa tonalità di colori delle rose che ho poi cosparso di glitter, per creare un luccicante effetto zucchero.
Per non rendere troppo piatte le altre due, ho scelto di applicare su un’unghia tutta rosa degli strass che catturano la luce.
Parola d’ordine: Eleganza
Compleanno
Un altro momento importante e da festeggiare è quello del compleanno.
Probabilmente al proprio compleanno si vorrebbero le unghie abbinate al vestito da indossare. Però sono voluta restare sul generale, scegliendo di creare questa nail art un po’ stellata.
Come tutti sappiamo, ad ogni data di nascita corrisponde un segno zodiacale.
Ho abbinato una semplice unghia glitterata, alla rappresentazione stilizzata del segno, ma anche a quella della costellazione.
Ho disegnato il segno della Vergine, perchè sono nata a Settembre, ma ovviamente si può ricreare con tutti gli altri undici.
Parola d’ordine: Scintillio
Natale
Lo so, lo so, siamo in pieno luglio e si muore dal caldo, però come potevo escludere il Natale? 😂
Le onicotecniche a Natale saranno riempite di richieste tipiche, tipo il colore rosso, bianco, verde e il disegnino di babbo natale, e la stellina etc..
Seguendo questo filo ho creato delle stelline bianche effetto zucchero su uno sfondo rosso, un bastoncino di zucchero e la scritta ‘Buon Natale‘, tempestata di brillantini argentati.
Parola d’ordine: Festosità
Vacanze
Anche la partenza per le vacanze è una buona scusa per sfoggiare delle unghie impeccabili.
Come già citavo nel mio articolo sulle nail art estive, l’importanza risiede nelle tonalità di colore. Ho optato per una sfumatura tra colori fluo, messa in contrasto con il nero della palma. Se si pensa alle vacanze la prima cosa che viene in mente è il mare, un’isola e le palme da cocco.
Parola d’ordine: Fluo
Queste erano le mie idee, se avete in mente altre occasioni speciali, scrivetemi pure che potrei realizzarne delle altre.
Se questo articolo vi è piaciuto, condividete pure con chi volete, un abbraccio e alle prossima!
Today I want to talk about a new product and a new technique: polygel and polyform (or dual form).
We will see its features and if indeed it is a more practical and faster solution to the reconstruction with the nail form / tip.
What is it
Polygel or acrigel is a hybrid product, like gel polishes. It has characteristics of the gel but also of acrylic. It is modeled with a brush soaked in solution ,like acrylic ,but it cures in a lamp like a gel.
It is a very innovative product which in recent times has gained popularity. In particular thanks to its use with polyforms.
Use with nail form
This product can be used without problems to create a structure with nail form . The rules of the structure will always be the same. I suggest to use it especially during the summer, period in which gel is more likely to leak and make the job less easy. You can have the comforts of acrylic that is more solid and dense to work, but without being in a hurry for the product to polymerize in the air.
Use with polyform
Browsing on instagram I often find advertising about this new technique that involves the use of acrigel. In practice you need to apply the product inside these concave tip and then simply apply them on the nail , polymerize and the work is done.
Or at least through videos they make it seem so easy and fast. I also understand that those who produce these kits must sell as much as possible and advertise themselves, so I also understand why, through promotional videos, it seems more easy and accessible.
People will be convinced to try and buy the kit.
I leave a link of a post from a girl showing the use of dual forms, but if you search on YouTube you will find many tutorial.
But now I will explain my point of view, on this new technique.
Choice of polyform
Very important in any reconstruction is the choice of the right tip, nail form adaptation, in order to create the most natural and solid result possible . It is not said that in all those prefabricated forms that they will sell us, there will be one suitable for us.
For example, by choosing a dual form that is too large, the product may deposit on the skin, creating lifts.
If it were too small, it would not include the whole portion of the nail well, weakening the structure.
I also remember that nail products must come into contact with the skin as little as possible, since they are highly allergenic.
Structure
Since this is a treatment that is designed to be easy and fast and which can be done at home , the creation of apex is not contemplated. Once the polyform is attacked, polymerized and removed, the nail is ready. No Apex.
So how can it hold up such a structure?
It could last for luck, but there are more chances of reconstruction’s fragility.
Refill
You can imagine, however, that you managed to create a structure and that it lasted 3 weeks. At this point how do we proceed to the regrow nail? It is impossible not to make the refill, but those who buy these kits, I don’t think they thought of the possibility of having to fill the new portion of nail.
Watching the promotional videos, the time of filling the regrowth is not shown, so future customers will remain unaware of what to do.
I also believe that among all the procedures in the world of nail techs, the refill is the most important one that without a minimum of information cannot be performed.
So considering these points, I believe it is clear that acrigel as a product is excellent and versatile, but the use of polyforms is not recommended. In my opinion it is all a misleading advertising.
Obviously as I have always said, in my articles I express my thoughts and if someone has found this method good, I am nobody to deny his words.
In this job everyone finds her favorite material and technique, and it is not said that a product is used by all nail technicians.
That said, I hope you enjoyed my article and I hope I have made you aware of this new technique.
If you liked the article, share it with whomever you want and see you soon!
Ciao a tutti!
Oggi voglio parlare di un nuovo prodotto ed una tecnica per utilizzarlo: il polygel e le polyform (o dual form).
Vedremo le sue caratteristiche e se effettivamente è una soluzione più pratica e veloce alla ricostruzione in cartina/tip.
Cos’é
Il polygel o acrigel è un prodotto ibrido, come il semipermanente.
Presenta caratteristiche del gel ma anche dell’acrilico.
Si modella con un pennello imbevuto di soluzione, come l’acrilico, però si polimerizza in lampada come un gel.
È un prodotto molto innovativo che negli ultimi tempi sta spopolando.
In particolare grazie al suo utilizzo con le polyform.
Utilizzo con cartina
Questo prodotto si può utilizzare senza problemi per creare una ricostruzione con cartina. Le regole della struttura saranno sempre le stesse. Si consiglia l’uso soprattutto durante l’estate, periodo in cui il gel è più probabile che coli e renda il lavoro meno agevole.
Si possono avere le comodità dell’acrilico che è più solido e denso da lavorare, senza però avere fretta che il prodotto si polimerizzi all’aria.
Utilizzo con polyform
Io stessa girando su instagram mi ritrovavo delle pubblicità riguardo questa nuova tecnica che prevede l’uso dell’acrigel.
In pratica bisogna applicare il prodotto dentro queste formine concave e poi semplicemente applicarle sull’unghia, polimerizzare e il lavoro è fatto.
O almeno tramite i video lo fanno sembrare così, facile e veloce.
Capisco pure io che chi produce questi kit deve vendere il più possibile e farsi pubblicità quindi comprendo anche il motivo per cui tramite i video promozionali sembri più facile e accessibile. Le persone saranno convinte a provare ed acquistare il kit.
Lascio un link di un post di una ragazza che mostra l’utilizzo delle dual form, ma se cercate su YouTube ne troverete tanti.
Ma ora vi spiego il mio punto di vista, sulla sconvenienza di questa nuova tecnica.
Scelta della polyform
Cosa molto importante in qualsiasi ricostruzione è la scelta della giusta tip, l’adattamento della cartina in modo da creare un risultato il più naturale e solido possibile.
Non è detto che in tutte quelle formine prefabbricate che ci venderanno, ce ne sia una adatta a noi.
ecco come si presentano le dual form
Scegliendo ad esempio una formina troppo grande, il prodotto potrebbe depositarsi sulla pelle, creando sollevamenti. Se invece fosse troppo piccola, non comprenderebbe bene tutta la porzione di unghia, indebolendo la struttura. Ricordo inoltre che i prodotti per le unghie devono entrare il meno possibile a contatto con la pelle, dal momento che sono fortemente allergizzanti.
Struttura
Siccome questo è un trattamento che nasce per essere facile e veloce, che si può fare a casa, non è contemplata la creazione della bombatura.
Una volta che la polyform viene attaccata, polimerizzata e rimossa, l’unghia ricostruita è già pronta. Senza bombatura.
Allora come può reggere una struttura del genere?
Potrebbe durare per un colpo di fortuna, però ci sono maggiori possibilità di fragilità della ricostruzione.
Refill
Ammettiamo che comunque siamo riusciti a creare una ricostruzione e che essa ci sia durata 3 settimane.
A questo punto come si procede per la ricrescita?
È impossibile non fare il refill, ma chi compra questi kit, non credo abbia pensato all’eventualità di dover eseguire un riempimento della nuova porzione di unghia.
Guardando i video promozionali, non viene lontamente mostrato il momento del riempimento della ricrescita, per cui i futuri clienti rimarranno ignari sul da farsi.
Inoltre credo che tra tutte le procedure del mondo dell’onicotecnica, il refill sia quello più importante che senza un minimo di informazione non si può eseguire.
Quindi considerando questi punti, credo che sia evidente che l’acrigel come prodotto è ottimo e versatile, però l’utilizzo delle polyform è sconsigliato.
A mio avviso è tutta una trovata pubblicitaria, piuttosto ingannevole.
Ovviamente come ho sempre detto, nei miei articoli esprimo il mio pensiero e se qualcuno ha trovato buono questo metodo, io non sono nessuno per negare le sue parole.
In questo mestiere ognuno trova il suo materiale e la sua tecnica preferita, non è detto che un prodotto sia usato da tutte le onicotecniche.
Detto questo, spero che il mio articolo vi sia piaciuto e spero di avervi reso consapevoli riguardo questa nuova tecnica.
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Ciao ragazzi, oggi voglio condividere con voi quelli che sono i “paletti” per fare una corretta ricostruzione delle unghie. Illustrando questi punti, anche le potenziali clienti sapranno distinguere un lavoro corretto da uno eseguito male.
La prima regola per una buona ricostruzione è quella di creare un’unghia proporzionale a quella di partenza.
Mi spiego meglio.
Immaginiamo di dividere ipoteticamente l’unghia su cui lavoreremo in 3 sezioni. Seguendo la regola sarebbe corretto ricostruire fino a 2 parti di essa.
Ovviamente se la cliente
insiste sul volerle molto più lunghe, deve assumersi la responsabilità di una
possibile rottura.
Infatti seguendo la regola, le
probabilità che l’unghia si spezzi sono minori.
Guardate ad esempio quest’unghia esageratamente lunga che,a causa di un colpo,si è rotta nel punto di stress (punto in cui l’unghia naturalmente subisce le flessioni in caso di colpi), che si trova sul letto ungueale. Di sicuro questa persona ha provato molto dolore e sanguinamenti.
La prossima volta ci penserà
due volte a rifarsele così!
In base alla mia unghia, è questa la corretta lunghezza per una ricostruzione..
Non questa.
Regola dell’apice
Apice, bombatura, datele il nome che volete, ma sono sicura che per molti sia ancora un mistero. Anche per me lo era prima di frequentare il corso e credevo servisse solo a dare spessore all’unghia ricostruita.
Però non è così, perché ricopre un ruolo importante.
Prima ho accennato a cosa fosse il punto di stress e ora lo approfondisco.
La linea nera rappresenta il punto di stress La linea rossa dove andrebbe posizionata la bombatura
Il punto di stress corrisponde al punto in cui l’unghia si separa dalla pelle ed è il punto in cui essa, composta da cheratina, si flette (per poi tornare alla sua posizione normale) se subisce un colpo.
La ricostruzione, che sia in gel o acrilico, è molto più robusta delle unghie naturali e in caso di colpi, rischia di spezzarsi facilmente.
La bombatura serve a irrobustire e proteggere il punto di stress, in modo da abbassare la probabilità che le unghie si rompano.
In una ricostruzione va posizionata un po’ prima del punto di stress, perché bisogna considerare che l’unghia nel giro di tre settimane cresce, dunque il prodotto non lascerà mai senza protezione questo punto.
Ovviamente tutte le unghie di una mano sono diverse dunque la bombatura non è detto che vada posizionata nello stesso punto per tutte le dieci dita!
Molte clienti potrebbero chiedere di non avere la bombatura perché traumatizzate da lavori fatti male, con apici troppo spessi.
Il punto più alto dell’unghia deve essere al massimo di 1 millimetro, dunque né troppo spessa, né troppo sottile.
Sempre sulla mia mano, la bombatura l’ho creata nel punto in cui l’unghia si disincarna dalla pelle.
Qui ho voluto appositamente posizionarla nel punto errato per farvi vedere il posizionamento sbagliato.
Regola del parallelismo
Questa regola comprende una porzione di unghia spesso ignorata: i Laterali.
Come dice la parola stessa, questa porzione si trova sui laterali dell’unghia, sia naturale che ricostruita ed è molto importante preservarli.
Soprattutto nelle unghie a ballerina o mandorla, c’è la tendenza a limare i laterali perché frontalmente si vuole ottenere un’unghia meno larga, più fine.
Ovviamente eliminare o comunque limare troppo i laterali, porterà ad un indebolimento della struttura dell’unghia, che di conseguenza risulterà più piatta e senza curva a c.
Come si può vedere i laterali sono compresi
Nonostante io abbia creato una ballerina, ho prestato attenzione ai laterali che ci sono. Ovviamente l’unghia non sarà stretta come siamo abituati a vederla, ma almeno è corretta.
Inoltre stressare costantemente i laterali può causare danni permanenti all’unghia naturale, che magari dopo anni di limatura, vedrà assenza di essi.
La linea rappresenta dove la mia unghia dovrebbe crescere
Io stessa non conoscevo l’importanza di essi, quindi per anni li ho limati e come potete vedere dalla foto, mi manca il laterale dell’unghia.
Regola della curva a C
Viste di fronte la maggior parte delle unghie presentano una curvatura a C.
Anche nelle ricostruzioni è importante ricreare questa curva, usando la pinza stringi valli, e non le pinze da ufficio che tengono assieme i fogli, perché possono creare danni alle unghie naturali.
Questa è la pinza giusta!Questa è BANDITA!!
Questa regola dona ulteriore robustezza alla ricostruzione che resisterà maggiormente agli urti.
La curva a c non deve essere presente solo in punta, bensì su tutta la porzione di unghia ricostruita.
Vedete come la mia unghia ricostruita presenta la curva a C.
Questa invece no, e quindi risulterà più fragile.
In conclusione sono queste le regole principali per fare o riconoscere una buona ricostruzione. Esse devono coesistere per rendere l’unghia più robusta possibile e soprattutto per abbassare il più possibile la bombatura.
Nel caso una o più regole
mancassero, si incorrerebbe nel rischio di possibili rotture e instabilità
delle ricostruzioni.
Ovviamente queste regole vanno accompagnate da una buona preparazione dell’unghia e buoni materiali.
Detto ciò spero di avervi aperto uno spiraglio su come riconoscere una buona ricostruzione e spero che guarderete con occhi diversi quelle che d’ora in poi ci capiteranno sotto tiro.
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